30 settembre 2011, san Girolamo

"In quel tempo, Gesù disse: 
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. 
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato»." (Lc 10,13-16) 
















«Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».






Gesù mio, Signore e  Re, tu sei la porta stretta, tu sei il sentiero sul dirupo, tu sei la passerella sull'abisso.
Ma rendici capacità di far vedere e di far sentire che oltre la porta stretta c'è la stanza dell'amore, oltre il sentiero sul dirupo si sono le vallate i mari le colline e le montagne dell'amore, oltre la passerella gettata precariamente sull'orrido c'è Dio, il Santo, l'Accogliente, il Padre Madre, l'Amore sempre trionfante, salvo che nei nostri cuori.
Perché i nostri cuori sono intrisi di male, male che noi chiamiamo "libertà" e "ragione", male che è il sospetto, il non credere, il diffidare, il voler farcela da soli perché nessuno ci può aiutare. Perché solo noi dobbiamo dominare.
Ma quando si è così, allora si diffida dell'amore e quando si diffida dell'amore non si spera più ed allora davvero c'è soltanto disprezzo e morte.
Gesù, rendici capaci di sperare sempre nell'amore fino ad illuderci, fino alla croce.
Gesù, aiutaci a donare, totalmente e senza riserve, l'unica vera ricchezza della nostra vita. 
La porta stretta, il sentiero sul dirupo, la passerella sull'abisso.
Tu, mio Re, il Re Sposo.


ciao
r

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