4 luglio 2011, lunedì della XIV settimana del tempo ordinario

"In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione."  (Mt 9,18-26) 


















"Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò."






Gesù mio, con te bisogna sempre andare oltre l'ovvio, occorre sempre superare quel che ci sembra "naturale" e "giusto". Con te, amore mio, bisogna vedere le cose solo dal punto di vista dell'amore.
Da questo punto di vista tutto è lecito ed ogni cosa si può fare, pur di raggiungere lo scopo dell'amore: che ciascuno faccia dono di sé all'altra ed all'altro, guarendo e risuscitando alla vita chi ne ha bisogno. 
Senza vantarsi, senza far vedere che si è capaci di fare chissà che cosa. 
Perché quello che conta è la fiducia che si dà all'amore.
Perché dentro questa fiducia Dio viene ad aiutarci in tutto quello che desideriamo, perché dentro questa fiducia, finalmente, desideriamo solo quello che Dio desidera per noi. 

La vita e la gioia: il pieno e completo dono di sé.






ciao

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