19 giugno 2011, domenica della Santissima Trinità

"In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio»."  (Gv 3,16-18)













«Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».



Come una preghiera,
di quelle che non so pronunciare,
che neppure so
di saper dire
di poter chiedere.

Un fiore a campana aggredisce di giallo.
Un assalto di città mi scaraventa muri e messaggi.
L'ingresso chiuso di un luogo: "cristiani",
elemosina qualche "cerca Dio".
Un volo di gabbiani,
alti nel cielo
in trova di cibo
qui dentro avanzi
di nostre vite umane.

Tu, mio Signore,
Dio tre e Dio uno terzo,
Dio altra ed altro,
Dio altri,
Dio geloso,
Dio utero cuore di misericordia.
Dio misterioso
che ti moltiplichi per nasconderti
che ti fai piccolo per farti vedere meglio.
Dio accoglienza
Dio amore.

Nutrici di te.
e
nutriti
di me,
se vuoi.



ciao
r

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