11 maggio 2011, mercoledì della 3° settimana di Pasqua

"In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno»" (Gv 6,35-40)
















«Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno»






Cosa significa, mio Re, "vederti e credere in te"?
Come ti posso vedere? 
In una città confusa?
In una cocinella pacifica e guardinga?
Nella nuova crescita di un albero probabilmente destinata a morire, ma che ributta la vita, sempre?
Dove ti vedo per credere in te?
Nei poveri, che abbiamo sempre con noi e che sono sempre con te vicino?
Signore Gesù. Non so se ti ho visto e neppure so se davvero credo in te.
So, però che non posso fare più a meno delle tue parole e della tua presenza, viva e che fa vivi, dentro alla Eucarestia.
Perché sei bello.






ciao
r

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