18 marzo 2011, venerdì della 1° settimana di Quaresima

"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!»." (Mt 5,20-26)










«Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna».



Tu lo sai, mio Re, è così duro e bello questo tuo Vangelo che non sapevo assolutamente cosa ne sarebbe venuto fuori.
Allora ho seguito il cuore e le immagini della vita più piccola mi sono subito venute agli occhi. Un prato di città è sempre colmo di vita piena, di vita che fiorisce in mille rivoli e mille volti, mille volte diversi.
Poi, ritornando a casa, ho visto una bandiera dell'Italia esposta in un balcone di un palazzo di città.
Allora ho pensato che avevamo bisogno di chiederti perdono per tutti fratelli e le sorelle a cui, in soli centocinquant'anni, abbiamo dato della pazza e del pazzo dopo averli uccisi.
Ed ho pensato che, come in una fionda d'amore, dovevamo rilanciarti la piccola ma dolce ripresa di senso della patria che abbiamo avuto in questi giorni, per colpire il tuo cuore e farti guardare nel cuore di questo paese.
Perché la frase "viva l'Italia" significhi che ti chiediamo perdono se ancora diciamo pazza e pazzo a qualche sorella e fratello e che, se tu ci aiuti, cercheremo di non farlo più.
Ma solo se vivremo dentro la tua luce d'amore, come i fiori piccoli di un prato.
ciao
r

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