9 febbraio 2011, mercoledì della 5° settimana del tempo ordinario (anno dispari)

"In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo»." (Mc 7,14-23)









«Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male».


Due pezzi di città.

Luoghi dove passiamo senza badare, solo per abbandonare, per lasciare dietro a noi, persi e abbandonati.
Luoghi dove il nostro cuore non agisce e non ha "propositi di male".
Almeno così ci sembra.
Così andiamo avanti, perdendo e abbandonando, ignorando chi abbiamo vicino e chi ci è prossimo. Così prossimo, magari e spesso, da non sapere come fare.
E, magari, gli basterebbe solo un sorriso, un piccolo sguardo aperto.
Senza fuggire.
Invece aprendo il nostro cuore e facendolo accogliente, anche a qualcuno che ci vuole fare un male, aprendoci a chi ci vuole colpire.
Perché ce l'hai fatto vedere tu, e ce l'hai chiesto.
Tu, Re Santo.

ciao
r

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