11 febbraio 2011, venerdì della 5° settimana del tempo ordinario (anno dispari)

"In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!»."(Mc 7,31-37) 




















"Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà»".




La vita.
E tu, mio Re, che ci prendi in disparte e ci guarisci, ad una ad uno, da soli, per umiltà tua, per riservatezza sui nostri mali. 
E ci apri, a tutti i voli della vita 
E così tu e solo tu conosci il nostro peccato. 
Tu che lo perdoni.


Ti amo.


ciao
r

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