28 gennaio 2011, festa di san Tommaso d'Aquino

"In quel tempo, Gesù diceva : «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa." (Mc 4,26-34)











«Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa».


Il tuo Regno e una giornata di pioggia.
Una cosa che riguarda tutti, ma che ognuno percepisce a modo suo.
Una cosa che è utile a tutti, ma a qualcuno è molto più utile e lo sa e ne gioisce,  a qualcun'altro non sembra utile e reagisce insofferente, ad altri ancora sembra un danno e non sa più distinguere tra quello che succede e quello che desidera.
Una cosa che ci interessa tutti e ciascuno, se vogliamo acqua nelle nostre case e cibo nelle nostre mense.
Il tuo Regno.
Un piccolo bocciolo che s'intride di acqua, una pioggia che cade fitta, noi che ci passiamo dentro intenti alle nostre cose.

Il tuo Regno. Questa meraviglia che cresce. Piano, sicuro, bello.

ciao
r

Come

Commenti

Post popolari in questo blog

Magnanimità e speranza: Gesù

Il perdono è di D**...

Lazzaro e noi; la metafora...