1 gennaio 2011, Maria Santissima Madre di Dio

In quel tempo, andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.













"Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore."

L'opera di Dio è il commento delle fotografie al vangelo di oggi.
Il canto al cielo di un limone, il quieto chiacchiericcio di alcune piante di verdi cresciute vicine, l'orgoglio di un fico fieramente solitario in mezzo al campo, il lavoro preciso di un artista sardo molto ben conosciuto nell'eterno di tutti i cuori di Dio.
Il resto è il tentativo di rappresentare al mio oggi l'abitudine dei pastori alla meraviglia per la semplicità del lavoro di Dio. 
Nel silenzio che custodisce, come Maria.
ciao
r


Non so se davvero serva il Cielo
per darci un anno “che sia ...”,
un anno altro ai nostri ventri  
dentro le nostre poche
gesta d’amore.
Non so se ancora vi siano
circuiti di buone intenzioni disponibili
agli ampi lastricare vie all’inferno
in ogni inganno di malaffare smerciato
da stolti satana capitalisti 
a corti demoni di suburbia.
Non so, mio Re, 
soltanto so il tuo amore
vissuto stanotte in un giro di preghiere
per farci ascolto al tuo ascolto,
vissuto stanotte
per depositare i nostri cuori
dentro l’ebbrezza di una felicità 
lieta di farsi fare da te 
fatica di cuore 
per altre vite ed altri cuori.
Soltanto so che tu giungi 
ogni giorno che arriva,
per farti presente ai nostri presenti
futuro ai nostri passati,
vita alla nostra morte,
amore al nostro odio
....
per regalarti cibo di festa
in ogni giorno che il cuore vive
delle tue rigogliose gioie d’amore.
Così ti regalerò, 
per buon anno:
a chi odia
a chi è invidia
a chi è morte
a chi si fa inganno,
a chi si fa genitore stolto 
di povertà ingiustizia.
Per buon anno ti regalerò:
a chi toglie salute e scuola
a chi nega libertà e lavoro
a chi inganna con le menzogne
a chi fa merce e vendita
di vite e corpi umani.
Ti regalerò per tutto l’anno
a quelle persone ricche di te, 
soltanto di te, Re
frondoso di tesori d’amore.
Ti regalerò 
per farci diventare tuoi semi
che muoiono di sé e crescono tue piante
grappoli d’uva  
fiori di frumento,
miele di roccia
ricca vita che incinta vita, 
madre, sempre.

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